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investitori

Importanti economisti definiscono oggi il Brasile come un'economia molto interessante dal punto di vista degli investimenti per stranieri, anche se non mancano pareri critici che richiamano l'investitore, o aspirante tale, ad una particolare attenzione e ad una approfondita analisi dei dati economici che lodano ripresa e crescita interna del paese. Unanime resta comunque l'idea che il miglior investimento oggi realizzabile, e soprattutto alla maggiore portata del normale investitore straniero, è quello di tipo immobiliare. Il cambio, con euro e dollaro, anche se non a livelli di qualche tempo fa è comunque abbastanza favorevole. Il grande paese, oggi è tra le prime dieci economie del pianeta e vede negli ultimi tempi una buona crescita industriale con diversi prodotti di cui è primo produttore ed esportatore mondiale, il turismo a livelli record favorito da un miglioramento delle strutture ricettive, dell'offerta in generale e dalla valorizzazione di bellezze naturali prima poco conosciute, buona la crescita del prodotto interno lordo, investimenti in ricerca, posizione primaria mondiale sullo sviluppo e ricerca scientifica dei biocombustibili, evidenziano la volontà politica del Brasile di affiancarsi alle grandi potenze industriali del mondo e sono la dimostrazione che le potenzialità e le risorse ci sono.

Per il neoinvestitore in Brasile o per chi intende trasferirsi è bene evitare il fai da te, meglio mettere in conto la spesa anticipatamente ed affidarsi ad un buon avvocato che vi segua e vi tuteli in tutto l'iter burocratico contrattando anticipatamente il suo compenso. Da adottare sempre la massima cautela nelle stipule dei contratti di locazione, di acquisto immobili, statuti societari, ecc.; in quanto nel caso vi necessiti una difesa legale le parcelle degli avvocati in tal caso sono quasi sempre a prezzi europei. Importante anche che tutto il denaro che si investe arrivi in Brasile in modo legale e tramite regolari trasferimenti bancari per altro non molto onerosi. Inutile nascondere che fare l'imprenditore straniero in Brasile richiede una buona dose di pazienza e di capacità nettamente superiori a quelle normalmente necessarie in Italia; comune è l'idea dei brasiliani che tutti gli europei e nordamericani sono ricchi e quindi fare affari in Brasile significa spesso scontrarsi con questa loro convinzione.
La stessa pratica burocratica (visti di permanenza, procure, CPF, documenti vari, ecc.) è quasi sempre effettuabile sia in Brasile presso polizia federale, il cartorio, la receita federal, ecc. che in Italia presso i consolati brasiliani di Roma o Milano. In Brasile il costo di tutte le pratiche è molto più basso, in Italia in genere non si supera qualche centinaio di euro per pratiche di visti di permanenza, nulla osta per matrimonio, CPF, ecc. ma purtroppo spesso i tempi dei consolati brasiliani in Italia non sono brevi, mentre in brasile, se avete tutta la documentazione, la pratica si risolve in genere in pochi giorni (tranne ovviamente le pratiche di visto che richiedono le approvazioni ministeriali); quindi fare le cose in Brasile è più rapido ed economico ma è necessario avere tutti i documenti necessari da produrre in Italia e consegnare poi in Brasile, in quanto gli stessi devono essere legalizzati nelle procure o nelle prefetture e poi al consolato brasiliano di competenza in Italia, in diversi casi è necessario anche presentarsi personalmente con l’impossibilità di delegare una terza persona, quindi la mancanza di un solo documento potrebbe comportare l'impossibilità di presentare la pratica in Brasile ed la necessità del rientro in Italia. Riguardo ai documenti prodotti in Italia da utilizzare in Brasile, la regola è unica; nessun documento italiano in Brasile ha valore legale se non è legalizzato dal consolato brasiliano di competenza in Italia ( Roma o Milano a secondo della residenza del soggetto o dell'ente che ha emesso il documento) non ha valore il semplice documento tradotto in Brasile anche se da traduttore pubblico.
Nel caso invece andate alla ricerca di immobili da acquistare, sappiate che in Brasile l'attività di intermediazione immobiliare è regolamentata da leggi federali e chi fa questo lavoro professionalmente deve essere in possesso dell'iscrizione al CRECI
http://www.creci-ce.gov.br/ (l'equivalente dell'iscrizione all'albo dei mediatori immobiliari in Italia), quindi se comprate un immobile accertatevi che a vendervelo sia il diretto proprietario, un legale procuratore munito di procura pubblica o un mediatore professionista in possesso dell'iscrizione al CRECI, ciò vi darà maggiore tutela giuridica sull'affare in corso. La legale proprietà di un immobile si acquista con la scrittura pubblica effettuata in cartorio (l'equivalente di un ufficio notarile) e con la successiva registrazione all’ufficio competente per territorio indicato sulla scrittura stessa, il costo della scrittura dipende dal valore dell'immobile (si paga il 2% del valore dell'immobile come tassa di trasferimento di proprietà denominata ITBI più il costo della scrittura in cartorio). Anche in Brasile purtroppo esiste un'imposta sugli immobili simile alla nostra ICI ed è denominata IPTU, il cui importo è proporzionale al valore fiscale dell'immobile fissato dalla prefettura (in Brasile la prefettura è l'equivalente del comune ed il prefetto è l'equivalente del sindaco) e la proprietà di immobili crea reddito fiscale come in Italia, la soglia di esenzione è abbastanza bassa e quindi già comprare uno o due appartamenti di buon livello obbliga alla dichiarazione fiscale annuale. Se si ci vuole semplificare la vita e non inoltrarsi in difficoltà burocratiche è consigliato comprare in Brasile solo immobili già con scrittura pubblica e matricolati, il controllo è molto semplice in quanto basta recarsi presso il registro degli immobili competente per zona e chiedere una visura dell'immobile.
Tutti i contratti privati fatti prima di una scrittura pubblica, anche se con firme autenticate, hanno la stessa validità di un contratto preliminare o promessa di vendita esattamente come in Italia, limitatevi ad un acconto in fase di contratto preliminare ed al saldo all'effettuazione della scrittura pubblica, cercate di pagare sempre con trasferimenti bancari. Chiunque vuole fare un investimento in Brasile deve preventivamente iscriversi all'anagrafe fiscale ed aprire il CPF (l'equivalente del nostro codice fiscale), da turisti italiani potete aprire il CPF e fare investimenti in Brasile, non è necessario un visto particolare o altre pratiche. Molte procedure tra Italia e Brasile si somigliano con la differenza di una maggiore informatizzazione, che semplifica molti passaggi, ad esempio anche dall'Italia, sul sito della Receita Federal, potrete controllare il vostro CPF, fare la dichiarazione fiscale o controllare lo status di pratiche e documenti, ecc., in sintesi quasi tutte le cose ufficiali sono on line.


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